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“Ameca”, il robot umanoide spaventosamente reale! Per fortuna, non cammina ancora.

Di Giovanni Sapere
2 min di lettura

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Tradotto automaticamente dall’originale inglese Leggi l’originale

“Ameca”, il robot umanoide spaventosamente reale! Per fortuna, non cammina ancora.

Un video teaser mostra il robot dal volto grigio che si risveglia, contrae il viso in una smorfia di shock e poi esamina incredulo le proprie mani.

Engineered Arts, “la principale azienda britannica di progettazione e produzione di robot umanoidi per l’intrattenimento”, ha presentato di recente Ameca su Internet.

Il video è breve ma intenso: Engineered Arts ci offre un assaggio di “Ameca”, ma è solo un assaggio. Il robot umanoide, che a parte il volto e le mani non ha molta pelle finta né muscolatura, è incredibilmente realistico. Non solo i movimenti del robot sono eccezionalmente fluidi, ma anche il suo volto appare del tutto naturale.

Lo scopo del robot è permetterci di studiare l’interazione tra esseri umani e robot, e segnali facciali credibili rendono tutto questo molto più semplice.

È un’illusione ingegnosa – la sequenza era con ogni probabilità programmata in anticipo – ma resta un esempio apparentemente stupefacente di quanta strada abbia fatto la robotica. Il robot chiude la sua messinscena con un cenno del capo tipo “ti ho fregato”, come se cercasse di farci credere che stia davvero acquisendo autocoscienza. L’azienda mette il robot a disposizione per l’acquisto e il noleggio per eventi, ma non ne ha ancora pubblicizzato il prezzo.

La testa di Ameca, tuttavia, è vuota: non ci troviamo di fronte a un umanoide con intelligenza artificiale che interagisce con noi, ma a un robot senza cervello, che offre un’esperienza robotica basata solo su animazioni molto realistiche. Il robot non interagisce davvero: Engineered Arts precisa che Ameca non usa nulla di simile a una “Pure AI” (ovvero un’intelligenza artificiale generale). E per quanto riguarda la conversazione, Ameca è essenzialmente un chatbot in un telaio di metallo. Anche se Engineered Arts afferma che gli utenti possono facilmente “parlare attraverso il robot” da remoto.

Voglio dire, l’impressione che dà è inquietante: per ora è un robot a metà, ma visto il terribile realismo è meglio per tutti che non cammini ancora.

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