Annullare l'estinzione, è possibile?
Di Giovanni Sapere
1 min di lettura
Tradotto automaticamente dall’originale inglese Leggi l’originale

Colossal Biosciences progetta di riportare in vita il mammut, il dodo e il tilacino, estinti da tempo. Realtà o fantascienza?
L'estinzione di alcuni animali è una triste realtà, conseguenza dell'attività umana nel corso dei secoli, che ha alterato profondamente, e senza pensarci, la struttura di vari ecosistemi. Purtroppo non è una novità che la mano dell'uomo abbia modificato in profondità la fauna di un determinato luogo, portando alla scomparsa di alcune creature, come il mammut o il dodo.
Processo irreversibile? Forse no, almeno stando al progetto che la società statunitense di George Church, Colossal Biosciences, porta avanti da anni con l'obiettivo di annullare l'estinzione di alcune specie animali. Sembra un'idea folle, perfetta per Hollywood ma lontana dalla realtà dei fatti, ma il CEO Church non è dello stesso avviso (e nemmeno i suoi sostenitori, visti gli ingenti investimenti degli ultimi anni).
Secondo il piano elaborato da Colossal, sarebbe infatti possibile modificare i genomi dei discendenti viventi delle creature estinte per ottenere una versione «funzionale» dell'animale scomparso. Si tratta davvero di un processo di annullamento dell'estinzione? Considerando l'interesse degli investitori, che negli ultimi anni hanno destinato più di 200 milioni di dollari allo sviluppo della startup statunitense, e la crescente attenzione dei media per la loro ricerca, sembrerebbe di sì.
«Non è sicuramente un processo facile o immediato», spiega Church a Stat News. «Ci vogliono circa 6 anni solo per ottenere un cucciolo di mammut e altri 10-12 perché l'animale raggiunga la maturità sessuale.» Un tempo non indifferente, considerando che la riuscita dell'operazione non è garantita. Vanno considerati il beneficio dato dalla ricerca in sé e il suo scopo ultimo. Approfondire la struttura genetica delle creature scomparse significherebbe ottenere ulteriori informazioni, finora sconosciute, sulla loro identità genetica, sui dettagli strutturali e su altri elementi importanti ancora ignoti.
Foto: Pexels
Autore: Alessandro Volpe



