I ricercatori del MIT ricostruiscono il “suono” del Coronavirus
Di Giovanni Sapere
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I ricercatori del MIT hanno “costruito” uno spartito musicale assegnando a ogni componente chimico del Coronavirus un suono molto preciso e specifico
Che suono ha il Coronavirus? La domanda può sembrare assurda, ma è quella che si sono posti alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), una delle università più autorevoli d'oltreoceano. Il team è impegnato nello studio del Covid-19 e ha deciso di analizzare il virus da un punto di vista insolito. Quello musicale. A ciascun amminoacido che compone la struttura del Coronavirus i ricercatori hanno assegnato una nota musicale. Lo spartito così ottenuto è stato poi eseguito con flauti e strumenti a corda. Il risultato è “Viral Counterpoint of the Coronavirus Spike Protein”, una vera e propria sinfonia che “traduce” la struttura molecolare del Coronavirus in suoni. La ricerca del MIT è stata pubblicata su ScienceMAG e ha suscitato grande curiosità nella comunità scientifica internazionale.
Coronavirus: i ricercatori del MIT ricostruiscono il suono del virus
Secondo gli autori della ricerca, questa “musica” potrebbe aiutare nello studio della struttura del Coronavirus e nell'individuazione di possibili “punti deboli” da attaccare con farmaci e terapie immunitarie. Il formato musicale potrebbe aiutare gli scienziati a trovare i siti della proteina a cui anticorpi o farmaci potrebbero legarsi, semplicemente cercando sequenze musicali specifiche che corrispondono a questi siti. Questo metodo non convenzionale, dicono i ricercatori, “è più veloce e intuitivo dei metodi convenzionali usati per studiare le proteine, come la modellazione molecolare. Confrontando la sequenza musicale della proteina spike con un ampio database di altre proteine sonificate, un giorno potrebbe essere possibile trovarne una che si attacchi alla spike, impedendo al virus di infettare una cellula”. In una mobilitazione globale contro il Coronavirus, anche la musica è chiamata a fare la sua parte.
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