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Il telescopio James Webb scopre 6 nuove galassie antichissime

Di Giovanni Sapere
1 min di lettura

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Il telescopio James Webb scopre 6 nuove galassie antichissime

la scoperta del supertelescopio minaccia di sconvolgere alcuni dei capisaldi dell'astronomia conosciuti e studiati dai ricercatori

Straordinaria nuova scoperta di James Webb, il supertelescopio della NASA, che individua 6 nuove galassie che, per struttura e composizione, sembrano antichissime, con immagini incredibili che mettono in discussione la nostra stessa comprensione delle origini delle galassie.

«Ci aspettavamo di trovare galassie piccole, giovani, appena nate, in questa fase, ma abbiamo scoperto galassie mature come la nostra, molto più massicce di quanto potessimo immaginare», afferma Joel Leja, professore assistente di astronomia e astrofisica alla Penn State.

I ricercatori hanno dichiarato che la scoperta «spinge i limiti della nostra comprensione della cosmologia», suggerendo che le galassie siano cresciute enormemente più in fretta di quanto prevedessero gli studi. Un fenomeno mai osservato prima che, secondo la ricerca, potrebbe essere spiegato come l'effetto di piccole nubi di stelle e polveri che sono gradualmente cresciute nel tempo.

«La rivelazione che la formazione di galassie massicce sia iniziata molto presto nella storia dell'universo mette in discussione quella che molti di noi ritenevano scienza assodata. Non avevamo idea di cosa avremmo trovato guardando il primo insieme di dati raccolti da Webb», spiega Leja. I nuovi risultati mostrano che le sei galassie erano mature quanto la nostra Via Lattea quando l'universo aveva appena il 3 per cento della sua età attuale, circa 500-700 milioni di anni dopo il Big Bang. Secondo i ricercatori, questo potrebbe essere l'inizio di una rivalutazione di molte teorie e studi che, al momento, fanno parte consolidata dell'insegnamento della materia e sono considerati proprio, come suggerisce Leja, scienza assodata.

Foto: Pexels

Autore: Alessandro Volpe