Chemistry

Light Fusion, al via il primo impianto

Di Contributor
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Light Fusion, al via il primo impianto

Light Fusion, il progetto che mira a rivoluzionare il modo di produrre energia nucleare, potrebbe vedere il suo primo impianto dimostrativo nel 2024

La fusione nucleare a proiettile potrebbe essere la svolta: Nick Hawker annuncia che i lavori sull’impianto dimostrativo First Light inizieranno nel 2024

Light Fusion, il progetto che mira a rivoluzionare il modo di produrre energia nucleare, potrebbe vedere il suo primo impianto dimostrativo nel 2024. Come sappiamo, la fusione nucleare è il processo attraverso il quale due nuclei atomici leggeri si combinano per formare un nucleo più pesante, generando una grande quantità di energia. Il metodo ‘First Light’ utilizza lo stesso principio fisico ma attraverso un approccio unico che, per definizione, prevede di sparare un proiettile contro una pastiglia di combustibile per provocarne la fusione e la conseguente produzione di energia.

«Avrà un’energia elettrica immagazzinata di circa 100 megajoule e la capacità di lanciare proiettili a 60 km al secondo», dichiara il team di sviluppo di First Light. «Grazie alla tecnologia di amplificazione della velocità, raggiungeremo poi circa 200 km al secondo. L’amplificatore concentra l’energia del proiettile nel combustibile da fusione, aumentando la pressione dell’impatto sul combustibile e modellando le onde in modo da produrre implosioni sferiche.» Si tratta di un passo avanti significativo rispetto all’attuale progetto ‘Machine 3’, che raggiunge i 20 km al secondo.

Il team di sviluppo è fiducioso, come afferma il CEO e cofondatore Nick Hawker: «Con gli accordi in atto e i contratti firmati con progettisti e architetti, possiamo accelerare i tempi di sviluppo. Il recente risultato del National Ignition Facility in California ha dimostrato ciò che abbiamo sempre saputo sulla fusione a confinamento inerziale: funziona e offre la possibilità di una strada più rapida verso la fusione commerciale.»

Mentre le attuali centrali nucleari rilasciano energia scindendo gli atomi in reazioni di fissione, i reattori a fusione mirano a produrre energia nello stesso modo in cui lo fa il Sole ma, nel caso di Light Fusion, con un metodo innovativo che prende spunto dalla natura del gambero pistola. Questo curioso animale è in grado, schioccando le chele, di generare un’onda d’urto che lancia in avanti un getto d’acqua fino a circa 100 km/h. È così veloce che l’acqua stessa vaporizza mentre si scontra con l’acqua calma circostante, creando minuscole bolle di cavitazione che interagiscono con l’onda d’urto e collassano in un periodo di tempo brevissimo.

L’ambizioso progetto Light Fusion, che ha già raccolto somme significative, inizierà la costruzione nel 2024.

Autore: Alessandro Volpe