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Navigare tra le stelle con LightSail 2

Di Giovanni Sapere
2 min di lettura

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Navigare tra le stelle con LightSail 2

Nella sua costante ricerca di mezzi di propulsione alternativi a quelli a combustibile, la fondazione Planetary Society ha infatti completato il progetto LightSail 2, che prevede il lancio, il 22 giugno, di una piccola navicella che sfrutterà la spinta della radiazione solare catturata dalle sue vele solari…

Spiegate le vele, si parte! No, non parliamo di velieri, ma quasi.

Nella sua costante ricerca di mezzi di propulsione alternativi a quelli a combustibile, la fondazione Planetary Society ha infatti completato il progetto LightSail 2, che prevede il lancio, il 22 giugno, di una piccola navicella che sfrutterà la spinta della radiazione solare catturata dalle sue vele solari.

Un progetto ambizioso, che la fondazione americana ha finanziato interamente grazie alle donazioni di semplici cittadini appassionati di astronomia e che fa seguito a quello di LightSail, una versione precedente del piccolo veicolo che, grande quanto un tostapane e dal peso di soli 5 kg, sarà agganciato al satellite Prox 1. Il lancio sarà effettuato dal Kennedy Space Center in Florida tramite un razzo Falcon, della società Space X di Elon Musk. Dal ventre del satellite, LightSail 2 si sgancerà dopo 7 giorni, per poi attivare i suoi 4 pannelli solari che forniranno l'energia necessaria al veicolo. Ma il momento clou dell'operazione arriverà il giorno successivo, quando i 4 bracci metallici si apriranno e finalmente dispiegheranno le vele triangolari.

Un razzo Falcon Heavy (Fonte: Space X.com)

Come un veliero terrestre non appena incontra il vento favorevole, LightSail 2 avvierà le sue manovre e si farà strada verso l'orbita terrestre, a 720 km dal suolo, diventando il primo veicolo privo di motore a raggiungere un punto prestabilito. L'obiettivo, secondo la Planetary Society, non è solo dare credito a un nuovo tipo di propulsione spaziale a basso costo ma ad alta efficienza, ma anche utilizzarlo per raggiungere la Luna o Marte in tempi relativamente brevi e con un costo energetico contenuto.

Non solo. Questo tipo di propulsione favorirebbe anche l'uso di sonde telecomandate da inviare verso sistemi lontani senza il problema dell'autonomia, o addirittura lo sviluppo di pannelli solari di nuova generazione che possano facilitare la stessa permanenza dell'uomo su suoli ostili come Marte o la Luna. Un progetto molto simile allo Small business innovation research della NASA o a quello, ancora più ambizioso, della Breakthrough Initiative che, insieme a Stephen Hawking, ha avviato il programma Breakthrough Starshot. In questo caso si parla di mini velieri, le navi stellari, che avranno il compito di superare i confini del Sistema Solare, arrivando a studiare Proxima Centauri, i suoi pianeti e i suoi particolari campi magnetici entro i prossimi 20 anni, sfruttando la potenza di una nuova propulsione a luce laser.