Nel 2024, la prima impronta femminile sulla Luna
Di Ilaria Cuomo
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La NASA è pronta per Artemis, l’importante missione lunare che cambierà la storia dello spazio. Nel 2024 torneremo sulla Luna. Ad annunciarlo è la NASA, comunicando la prossima missione lunare che porterà una donna per la prima volta nella storia. Un passo simbolico, dunque, che mira non solo a testare nuove
La NASA è pronta per Artemis, l’importante missione lunare che cambierà la storia dello spazio
Nel 2024 torneremo sulla Luna. Ad annunciarlo è la NASA, comunicando la prossima missione lunare che porterà una donna per la prima volta nella storia.
Un passo simbolico, dunque, che mira non solo a testare nuove tecnologie, ma anche a comporre un equipaggio in cui ci sia una presenza femminile. Questo ritorno sulla Luna, a 45 anni dall’ultima volta, avrà infatti come missione quella di lasciare, sul suolo polveroso del satellite più romantico che esista, le orme di un’astronauta.
La nuova missione è stata battezzata Artemis e il suo obiettivo è far atterrare gli astronauti al polo sud lunare, dove nessun uomo (o donna) è ancora arrivato.
«La prima volta che l’uomo ha messo piede sulla Luna lo ha fatto grazie a un programma chiamato Apollo, un programma che ha rivoluzionato per sempre la storia dell’umanità. Ma Apollo aveva una sorella gemella di nome Artemis, la dea della Luna. Credo quindi sia straordinario che, dopo 50 anni di attesa, il programma Artemis sarà in grado di portare, oltre al prossimo uomo, soprattutto la prima donna sul nostro satellite naturale». Lo ha spiegato Jim Bridenstine, amministratore della NASA.
Per raggiungere l’obiettivo di Artemis, la NASA sta costruendo un veicolo spaziale per portare gli astronauti nello spazio profondo, che inaugurerà una nuova era di esplorazione spaziale. L’astronave si chiamerà Orion e, oltre ad avere una capienza di quattro persone, è stata progettata appositamente per sostenere gli astronauti a centinaia di migliaia di miglia da casa. Orion avrà anche sistemi in grado di operare in modo affidabile lontano dalla sua sede operativa, mantenendo in vita gli astronauti in caso di emergenza e restando comunque abbastanza leggera da poter essere lanciata dallo Space Launch System, il potente razzo predisposto presso lo spazioporto modernizzato del Kennedy Space Center in Florida.



