Nuovo batterio elettroattivo per il trattamento delle acque reflue
Di Mario Vincenzo La Rocca
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Il batterio è in grado di produrre una corrente di 9 ampere in 20 ore e permette di alimentare sistemi elettrochimici per il trattamento delle acque
Desulfuromonas acetexigens è il nome del nuovo batterio elettroattivo. Una scoperta definita rivoluzionaria dagli autori dello studio, condotto da un gruppo di ricerca della KAUST, la King Abdullah University of Science and Technology, centro di eccellenza in Arabia Saudita. La ricerca pone le basi per una svolta nella tecnologia di trattamento delle acque reflue. I batteri elettroattivi sono una particolare specie di organismi in grado di trasferire elettroni a un materiale solido esterno alle loro cellule.
Un metodo di trattamento delle acque reflue prevede l'uso dell'elettricità per distruggere le specie chimiche inquinanti. La parte difficile, però, è far passare in modo efficiente gli elettroni dall'elettrodo metallico alla soluzione. Il desulfuromonas acetexigens riesce nell'impresa, producendo una corrente di 9 ampere in 20 ore. Il nuovo batterio produce una densità di corrente doppia in un terzo del tempo, cresce facilmente sulle superfici metalliche e non ha bisogno di essere alimentato con idrogeno o altri composti costosi.
I ricercatori stanno cercando di sfruttare subito la scoperta. L'obiettivo è la realizzazione di un reattore a cella di elettrolisi microbica altamente efficiente. Il sistema potrebbe recuperare idrogeno gassoso come energia ed essere collegato a pannelli solari integrati. Gli autori dello studio, pubblicato su Water Research, ritengono che sia possibile ottenere un sistema a energia neutra o addirittura positiva, vale a dire in grado di produrre più energia di quella necessaria per farlo funzionare.
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