Post Covid: i sensori di prossimità possono aiutare a riaprire le aziende
Di Fabio Casciabanca
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Lavorare in totale sicurezza: è l’obiettivo delle soluzioni tecnologiche che le aziende stanno sviluppando per tornare alla normalità
L’epidemia di coronavirus, oltre a essere un gravissimo problema di salute pubblica, ha causato anche un brusco stop al mondo del lavoro, con gravi conseguenze, a breve e a lungo termine, sull’economia dei paesi coinvolti.
Nonostante gli sforzi per creare un vaccino in grado di attenuare il rischio di ammalarsi, non sappiamo ancora quali misure adotteranno le aziende per consentire il normale svolgimento delle attività produttive sul posto di lavoro, né quando inizierà la cosiddetta “Fase 2”, durante la quale partirà un graduale ritorno alla normalità.
C’è quindi bisogno di sviluppare soluzioni concrete in grado di permettere alle persone di lavorare in sicurezza, senza esporsi al rischio di contagio nel rispetto delle direttive di prevenzione.
Una soluzione parziale al problema può essere monitorare gli spostamenti e le interazioni dei lavoratori all’interno delle aree comuni, in modo da limitare il più possibile contatti e assembramenti.
Dotare i dipendenti di sensori di prossimità indossabili può rendere facile questo tracciamento, riducendo al minimo i rischi e inviando messaggi di avviso quando le distanze di sicurezza vengono superate.

Braccialetti indossabili e analisi dei dati con i sensori di prossimità
Il Gruppo Engineering, che coordina progetti nazionali e internazionali grazie a un team di 420 ricercatori e data scientist e a una rete di partner scientifici e universitari in tutta Europa, ha sviluppato una piattaforma integrata che analizza, monitora e prevede i comportamenti a rischio del personale sul luogo di lavoro, intervenendo in tempo reale quando il sistema rileva la possibilità di un problema.
Ogni lavoratore può essere dotato di un sensore di prossimità indossabile, per esempio un braccialetto, che si mette in relazione con gli altri sensori nelle vicinanze, scambiando informazioni. I dati raccolti vengono inviati a un server che monitora in tempo reale il rispetto delle distanze tra il personale.
Quando i sensori registrano che due o più persone hanno superato il limite di sicurezza in uno specifico intervallo di tempo, li avvisano con una vibrazione, oppure con un allarme sonoro o visivo, accendendo dei LED.
Analisi predittiva e minimizzazione del rischio
Incrociando e analizzando i dati, è possibile intervenire in via preventiva per evitare il contatto prima che si verifichi.
Il beneficio si estende quindi all’individuazione dei comportamenti a rischio e delle possibili aggregazioni di relazioni a rischio, attraverso un’aggregazione dei dati assolutamente anonima.
Un passo avanti verso la sicurezza sul lavoro nei mesi successivi al COVID-19 e anche nella direzione della digitalizzazione delle aziende e del mondo del lavoro.
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