Ridurre l’anidride carbonica con l’acqua, un sogno che si avvera
Di Mario Vincenzo La Rocca
2 min di lettura
Tradotto automaticamente dall’originale inglese Leggi l’originale

Greenion è un’interessante tecnologia che usa acqua ionizzata per ridurre l’anidride carbonica a bicarbonato e potrebbe essere applicata dall’industria ai veicoli
La scoperta di una metodologia per ridurre l’anidride carbonica è il Santo Graal della scienza, un traguardo ancora lontano dall’essere raggiunto con risultati soddisfacenti. Il problema principale è l’elevata stabilità della CO2 e la conseguente difficoltà a realizzare trasformazioni chimiche. Tra le varie proposte della comunità internazionale, oggi descriviamo un approccio un po’ diverso dal solito che arriva dall’Ungheria, ovvero la riduzione della CO2 attraverso l’acqua.
Come funziona
Il progetto Greenion usa una metodologia brevettata dall’ungherese Ferenc Meszaros in sistemi che possono teoricamente essere applicati ovunque: sul retro delle auto, nelle industrie o anche lontano dai centri industrializzati, in combinazione con campi di celle solari o turbine eoliche. L’acqua dà spontaneamente luogo ad autoprotolisi, cioè reagisce con se stessa producendo ioni H3O+ e OH– in quantità molto basse, circa 100 nanomolare. Se all’acqua si fornisce elettricità a una tensione appropriata, la reazione di autoprotolisi può essere favorita, arricchendo l’acqua di ioni e ottenendo valori di alcalinità fino a un pH 11. L’acqua alcalina (cioè ricca di ioni OH–) può reagire con il gas ricco di CO2 riducendo l’anidride carbonica a ione idrogenocarbonato HCO3– (comunemente noto come bicarbonato) e a ione carbonato CO32-. Per aumentare la resa della reazione, la sfera o il cilindro in cui avviene la reazione deve essere composto da materiali specifici o almeno rivestito da un sottile strato di titanio o di biossido di titanio. Il metallo, puro o sotto forma di ossido, agisce da catalizzatore, dirigendo gli elettroni verso la superficie a contatto con l’acqua e la CO2 e rendendo la reazione più rapida.
L’inventore Ferenc Meszaros. Foto: www.greenion.org
Dove si può impiegare Greenion
Questa nuova tecnologia ha dunque bisogno soltanto di una fonte d’acqua e di una fonte di elettricità, per cui può essere applicata ovunque; inoltre i prodotti di scarto (bicarbonato e carbonato) sono molecole molto stabili a basso impatto ecologico. Per esempio, un grande stabilimento può trattare la CO2 non appena viene prodotta, trasformandola in bicarbonato che può essere depositato o rilasciato in mare, con un impatto quasi nullo sull’atmosfera e sull’ecosistema circostante.
Impatto sui trasporti
Un’ulteriore applicazione riguarda il mercato dei veicoli, sempre più attento all’efficienza dei sistemi catalitici dei gas di scarico. I primi prototipi basati sulla chimica di Greenion sono in grado di ridurre la CO2 emessa nei gas di scarico, condensando direttamente nel catalizzatore i gas di scarico che contengono acqua. Il sistema genera e ionizza l’acqua e quindi non ha bisogno di essere ricaricato. L’unico inconveniente è la dimensione del sistema, ancora troppo grande e invasiva, ma d’altra parte resta il Santo Graal che stiamo cercando.



