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Starlink: il Falcon 9 è pronto al decollo

Di Giovanni Sapere
2 min di lettura

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Starlink: il Falcon 9 è pronto al decollo

Il Falcon 9, fermo sulla rampa SLC-40 della Cape Canaveral Air Force Station, attende il via libera per il lancio in orbita.

Il vettore, fermo sulla rampa SLC-40 della Cape Canaveral Air Force Station, attende l'apertura della finestra temporale per il lancio in orbita, rinviato a causa delle cattive condizioni meteorologiche.

La corsa allo spazio non è mai stata così vigorosa come negli ultimi anni. Lo confermano i progetti ambiziosi di diversi investitori privati, tra cui Elon Musk. Ha avuto per esempio l'idea di mettere in orbita una vera e propria costellazione di 12.000 satelliti artificiali, con l'obiettivo di portare una connessione internet stabile, e a velocità superiori a quelle garantite dalla fibra ottica. Il primo lancio del progetto Starlink, che metterà in orbita i primi 60 satelliti, è previsto per le 5:30 di sabato, ora italiana, le 22:30 di venerdì sulla costa orientale degli Stati Uniti, dalla base di lancio SLC-40 di Cape Canaveral, in Florida.

Il via libera della Federal Communications Commission statunitense alla creazione di una rete di satelliti a bassa orbita per le comunicazioni ha finalmente aperto le porte dello spazio al razzo Falcon 9, pronto da diverse ore sulla rampa di lancio. Lancio rinviato per alcuni ritardi dovuti alle cattive condizioni meteorologiche. Divisi in base all'orbita di posizionamento, circa 4400 in orbita alta (tra 1100 e 1300 km di altitudine) e 7500 in orbita più bassa, il numero di questi mini satelliti supera quello di tutti i satelliti attivi che attualmente passano silenziosi sopra le nostre teste.

L'intenzione dichiarata di Elon Musk è far passare più della metà del traffico internet su questa rete satellitare, un sistema che prevede l'uso misto di onde radio e tecnologia laser. Quando un messaggio viene inviato sulla rete tramite Starlink, una stazione di terra comunicherà con il satellite più vicino tramite onde radio. Qui inizia la comunicazione tra i satelliti, che utilizza tecnologie laser, fino a raggiungere il satellite che si trova sopra la destinazione, presumibilmente in poche frazioni di secondo. Da lì verrà convertito in onde radio che saranno poi trasmesse alla stazione ricevente sulla Terra. Il sistema, data la copertura offerta dalla rete di 12 mila satelliti, permetterà di avere una copertura internet capillare in tutto il globo, raggiungendo così anche luoghi remoti, non serviti dalle normali connessioni.