Biology

Static Droplet Microfluidic, il dispositivo per l'analisi delle cellule tumorali

Di Giovanni Sapere
2 min di lettura

CondividiLinkedInFacebookX

Tradotto automaticamente dall’originale inglese Leggi l’originale

Static Droplet Microfluidic, il dispositivo per l'analisi delle cellule tumorali

Sviluppato in Australia, presso la University of Technology di Sydney, punta a essere un supporto ideale per le cure volte a individuare e trattare i tumori.

Nato alla University of Technology di Sydney, punta a essere il supporto ideale per la diagnosi e la cura dei tumori: Static Droplet Microfluidic può rilevare le cellule tumorali e dovrebbe evitare ai medici interventi invasivi, offrendo un aiuto pratico per l'analisi e la valutazione dei dati raccolti. Lo studio dei ricercatori della rinomata università australiana, riportato sulle pagine della rivista Biosensors and Bioelectronics, dovrebbe portare i medici di tutto il mondo a rinunciare a trattamenti invasivi come la biopsia in favore di un trattamento meno pesante per il paziente.

La procedura standard per individuare un tumore, in particolare in organi come fegato, colon, reni e ovaie, prevede spesso un intervento chirurgico invasivo con l'asportazione di un frammento di tessuto o di cellule da una zona sospetta, per accertarne la natura, con le numerose complicazioni che la procedura comporta. Il prototipo australiano può sostituire la biopsia? Non del tutto, considerato che una diagnosi definitiva dei tumori si può ottenere solo ricorrendo al metodo più efficace, seppur invasivo.

«Affrontare il cancro valutando le cellule tumorali nei campioni di sangue è molto meno invasivo del prelievo di tessuto. Permette ai medici di ripetere gli esami e di monitorare la risposta del paziente alla terapia», afferma Majid Warkiani, una delle menti che guidano lo studio.

La strada della cosiddetta biopsia liquida, una procedura minimamente invasiva che consente di eseguire esami su materiale di origine tumorale ottenuto da un fluido corporeo, in genere il sangue, resta dunque aperta. Tuttavia, spiegano gli esperti, la biopsia liquida non consente una diagnosi efficace del cancro ed è lunga, costosa e affidata solo a operatori specializzati, con il risultato di un uso limitato in ambito clinico. Il prototipo Static Droplet Microfluidic è nato proprio come complemento per i laboratori di ricerca e clinici, per offrire ai medici un aiuto nella diagnosi e nel monitoraggio della salute dei pazienti oncologici in modo pratico ed economico. La tecnologia è infatti in grado di rilevare le cellule tumorali circolanti che si sono staccate da un tumore primario e sono entrate nel flusso sanguigno. In particolare, utilizza una firma metabolica tumorale unica per distinguere le cellule tumorali da quelle sane. Una volta individuate le cellule tumorali con il dispositivo, queste possono essere sottoposte ad analisi genetiche e molecolari per aiutare efficacemente la diagnosi e la classificazione del cancro, consentendo piani di trattamento personalizzati.Foto:

Foto: Pexels

Autore: Alessandro Volpe