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Una birra che nasce dagli scarti di pane

Di Giovanni Sapere
2 min di lettura

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Una birra che nasce dagli scarti di pane

Alla scoperta di Biova, la startup italiana che dal 2019 trasforma il pane avanzato in birra, con un notevole risparmio di malto d'orzo e minori emissioni di CO2.

Ti sei mai chiesto quanto cibo avanzi ogni giorno? La risposta è inquietante: circa un terzo della produzione alimentare del pianeta è, a tutti gli effetti, uno scarto che spesso non trova alcun riutilizzo e finisce nella spazzatura. Il caso più grave riguarda il pane, di cui ogni giorno vengono buttate tonnellate. Dati inquietanti che richiedono una soluzione immediata.

Dà un contributo significativo, seppur ancora in piccola misura, una notevole startup italiana che da qualche anno trasforma tonnellate di pane avanzato in birra. L'azienda in questione si chiama Biova, esattamente come il noto tipo di pane piemontese, e si occupa di raccogliere il pane invenduto, che solo in Italia ammonta a circa 13mila quintali, e di reinserirlo in un processo produttivo. Una vera economia circolare per una “birra circolare” che, grazie alla formula innovativa e al 100% biologica, sostituisce anche il 30% del malto d'orzo necessario alla produzione.

L'idea è nata nel 2019 dalla mente di Emanuela Barbano, già attiva da anni sul territorio con una propria associazione di volontariato per la raccolta del cibo avanzato, e di Franco Dipietro, con l'obiettivo di rimettere sul mercato il pane invenduto trasformandolo in birra, dando agli stessi produttori di pane la possibilità di riportare il prodotto rielaborato sugli scaffali dei loro negozi.

Con 150 chilogrammi di pane si possono produrre 2.500 litri di birra, stimano i produttori di Biova, che vantano nel loro team anche mastri birrai ed esperti riconosciuti a livello europeo, le cui ricette hanno portato la startup a produrre diversi tipi di birra il cui gusto, secondo i consumatori, è notevole.

Una startup sorprendente che, tra l'altro, non si ferma alla produzione di birra. Nella produzione di Biova si usa il malto d'orzo, anche se in quantità ridotta del 30% rispetto ai concorrenti, e anch'esso genera residui. Il team ha pensato anche a questo, sviluppando uno snack salato, Ri-Snack, realizzato con il malto d'orzo residuo. Lo snack è ricco di proteine, fibre e minerali ma povero di zuccheri, che vengono rilasciati quasi completamente nella fase di ammostamento (e quindi interessante anche sul piano dietetico).

Pane avanzato? Bevilo.

Foto: Pexels

Autore: Alessandro Volpe