Una risorsa dagli scarti: ecco il progetto Prisma
Di Giovanni Sapere
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Dall'Università di Sassari, un'idea innovativa per sfruttare gli scarti della macellazione in agricoltura biologica
In Sardegna, un progetto pilota che ricicla gli scarti destinati alla distruzione, generando fertilizzanti biologici
Si chiama PRISMA, acronimo di PRodotti Innovativi ad alto valore agronomico dal recupero degli Scarti della MAcellazione, ed è il nuovo progetto ideato dall'Università di Sassari in collaborazione con la Cooperativa Produttori Arborea. L'intento è recuperare gli scarti di macellazione per generare prodotti agronomici innovativi da utilizzare per migliorare le prestazioni produttive delle piante coltivate. In sostanza, creare fertilizzante biologico dagli scarti.
Il cuore del processo sarà il “vermicompostaggio”, che, come suggerisce il termine, è affidato ai lombrichi e alla loro capacità di degradare i rifiuti organici dando origine a prodotti di alto valore agronomico. Non appena sarà avviato, il progetto durerà complessivamente 28 mesi, concludendosi a fine 2020, e sarà coordinato dall'agronomo dell'Università di Sassari Roberto Lai, in collaborazione con la Cooperativa Produttori Arborea, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, l'azienda BioSS, primo produttore di humus di lombrico in Sardegna, e Abinsula, una realtà di eccellenza nel campo delle tecnologie ICT.
L'obiettivo di questo progetto è fornire agli agricoltori sardi una carta in più per migliorare le prestazioni produttive dell'isola, introducendo processi di riciclo degli scarti della macellazione, che finora venivano trattati come rifiuti. Ne consegue, quindi, una notevole riduzione dei costi, e il fertilizzante ottenuto da questo processo può essere utilizzato anche nell'agricoltura biologica.
I lombrichi, grazie alla loro attività biologica, produrranno un humus utilizzabile per le colture, risolvendo il problema degli scarti dei macelli e creando una stretta sinergia tra il settore agricolo e quello zootecnico. La gestione degli scarti dei macelli, infatti, incide sulla competitività della filiera della carne sarda ed è inevitabilmente legata al tema della sicurezza alimentare e sanitaria.



