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Canva: dalla necessità al business

Di Giovanni Sapere
2 min di lettura

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Canva: dalla necessità al business

Cento milioni di progetti creati e dieci milioni di utenti in 179 paesi in poco meno di sei anni di attività. Parliamo di Canva, una realtà virtuale nata per creare grafiche e personalizzarle in modo intuitivo e semplice.

L'idea, come è facile intuire, non si rivolge ai “geek” cresciuti a pane e Photoshop. La sua caratteristica principale, oltre a essere accessibile a chi non ha competenze particolari, è la possibilità di usare gratuitamente grafiche preimpostate, tutte di buon livello, che si possono modificare a piacimento per renderle più adatte ai propri gusti.

Melanie Perkins, studentessa diciannovenne di comunicazione alla University of Western Australia, ebbe questa idea partendo dalla propria necessità di realizzare contenuti editoriali, con poco tempo per svilupparli attraverso i principali software di design. Qui nacque la sua innovativa idea imprenditoriale di un sito web di design online, semplice da usare.

Il primo passo, a cui lavorò con il cofondatore Cliff Obrecht, fu Fusion Books, uno strumento di design online che studenti e insegnanti potevano usare per realizzare facilmente gli annuari scolastici. Ancora in piena attività, Fusion Books è diventata la più grande casa editrice australiana di annuari scolastici, arrivando fino alla vicina Nuova Zelanda e persino nella nostra Europa, in particolare in Francia. Da qui all'idea di fare le cose in grande il passo fu brevissimo, soprattutto forti dell'esperienza maturata su come costruire e far funzionare un'azienda.

Al team si unì poi Cameron Adams, esperto di tecnologia ed ex utente professionista in Google, che diede la vera svolta al progetto. Era il 2012, e da quel momento la strada sarebbe stata tutta in discesa. Una strada che ha portato Canva ad avere decine di milioni di dollari di investimenti, uno stuolo di designer, sviluppatori, commerciali, artisti, consulenti e investitori, e a diventare dopo soli sei anni un unicorno, una di quelle startup, diventate vere e proprie aziende, che hanno superato il miliardo di dollari di capitalizzazione.