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Concorde: storia di un mito supersonico

Di Giovanni Sapere
3 min di lettura

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Concorde: storia di un mito supersonico

Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1947, il pilota americano Chuck Yeager, a bordo di un aereo sperimentale Bell X-1, scrisse una delle pagine più importanti della storia del volo umano.

A bordo di quel piccolo proiettile alato arancione, battezzato “Glamorous Glennis”, infranse per la prima volta il muro del suono. Presto la maggior parte dei caccia sarebbe stata in grado di superare la soglia magica di Mach 1. Bisognerà aspettare il 1969 per vedere un aereo civile di linea volare a più di 1200 km/h.

Parliamo del Concorde, il cui primo prototipo, costruito in Inghilterra, prese il volo il 9 aprile 1969 dall'aeroporto di Filton, sede della British Aerospace Corporation, che aveva realizzato l'aereo insieme alla controparte francese Aérospatiale. In quella soleggiata giornata di aprile del 1969, il primo scintillante Concorde britannico, senza alcun sedile passeggeri a bordo ma solo 12 tonnellate di attrezzature e macchinari per le prove di volo, iniziò i test di rullaggio ad alta velocità.

Manetta al massimo, postbruciatori attivi. In quel momento il comandante Brian Trubshaw decise di far staccare il nuovo aereo dalla pista di Filton. Dopo 22 minuti di volo con il carrello esteso, Trubshaw, assistito da John Cochrane, atterrò sulla pista dell'aeroporto di Fairford della Royal Air Force, a circa 60 km da Filton. Un evento memorabile, che negli anni a venire avrebbe portato migliaia di passeggeri ad attraversare l'oceano Atlantico in circa tre ore e mezza a una velocità di crociera di 2200 km/h.

Ma queste prestazioni avevano un prezzo, anche molto alto. La manutenzione dell'aereo richiedeva dalle 18 alle 20 ore per ogni ora di volo, contro una media di due ore per gli altri aerei commerciali, mentre il suo costo operativo per ora di volo era di 175.000 franchi. Se al momento della sua nascita, verso la fine degli anni Sessanta, il consumo astronomico dei suoi quattro Rolls Royce Olympus con quasi 18 tonnellate di spinta ciascuno non era affatto un problema, con le gravi crisi petrolifere del 1973 e del 1979 la questione tornò a essere esaminata.

Diciassette litri di cherosene per passeggero ogni 100 km di volo. Il costo del biglietto era in media tre volte superiore a quello della prima classe sugli aerei normali. Tutto ciò relegò sempre di più questo prodigio tecnico a un ruolo di aereo a uso esclusivo dei VIP. Dopo l'unico incidente della sua lunga carriera, il 25 luglio 2000, quando morirono 113 persone a causa dello schianto subito dopo il decollo da Parigi Charles De Gaulle, il Concorde riprese servizio nel novembre del 2001, rimanendovi fino alla fine del 2003, quando sia British Airways sia Air France decisero di ritirarlo a causa degli elevati costi operativi e del calo di passeggeri dovuto agli attentati dell'11 settembre 2001.

L'ultimo decollo di un Concorde avvenne dall'aeroporto JFK di New York il 24 ottobre 2003 verso Londra, dove atterrò all'aeroporto di Heathrow poche ore dopo. Una curiosità: la velocità di crociera bastava a causare una temporanea riduzione del peso delle persone a bordo di circa l'1%, un effetto causato dalla forza centrifuga. Sui voli verso ovest, quindi da Parigi a New York, la velocità era superiore a quella della rotazione terrestre.

Pertanto l'ora di arrivo precedeva l'ora locale del luogo di partenza e su alcuni voli poteva capitare di decollare al tramonto da Londra e di atterrare negli Stati Uniti in pieno giorno. Un'idea sfruttata nelle campagne pubblicitarie di British Airways, che lo definiva ad esempio “arrivare prima di partire”.