Il processore Willow di Google riduce di quaranta volte i tassi di errore quantistico
La coltivazione sperimentale di magic state raggiunge un'elevata fedeltà sull'hardware riducendo il fabbisogno stimato di qubit fisici.
Di Letizia Giugliano
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I ricercatori di Google Quantum AI hanno dimostrato un'innovazione hardware cruciale sul processore superconduttivo Willow, riducendo i tassi di errore di circa quaranta volte rispetto ai metodi di preparazione standard. Descritta in un articolo pubblicato il 15 ottobre 2026, la dimostrazione è la prima implementazione hardware pratica della coltivazione di magic state. Questo traguardo affronta un importante vincolo di risorse fisiche nel percorso verso il calcolo quantistico tollerante ai guasti.
Risolvere un annoso collo di bottiglia nelle risorse quantistiche
Il calcolo quantistico universale e tollerante ai guasti si basa su operazioni non-Clifford, che richiedono stati ad alta purezza noti come magic state. Per due decenni si è previsto che i protocolli di distillazione convenzionali consumassero fino al 95 per cento dei qubit fisici di un sistema quantistico solo per generare questi stati, lasciando pochissime risorse per il calcolo. Inoltre, una volta consumato, un magic state non può essere riutilizzato. Come riportato da Crowdfund Insider, Google Quantum AI ha verificato il 15 ottobre 2026 che il suo nuovo protocollo riduce i tassi di errore di circa quaranta volte sul processore superconduttivo Willow, segnando un'innovazione significativa per il settore.
I meccanismi della coltivazione di magic state
La tecnica di coltivazione, un'invenzione sviluppata dalla ricerca teorica di scienziati di Google tra cui Craig Gidney, Noah Shutty e Cody Jones, affronta la generazione degli stati come un filtraggio selettivo anziché come una distillazione di massa. Uno stato candidato imperfetto viene inserito in una piccola porzione di qubit, dopodiché misurazioni coordinate individuano e scartano i tentativi difettosi. Lo stato purificato rimanente viene poi sviluppato in una codifica più stabile. Operando sull'array da 105 qubit di Willow, il team ha prodotto T-state con una fedeltà logica dichiarata del 99,99 per cento e li ha trasferiti da un codice colore a distanza 3 a un codice di superficie a distanza 5, confermando che la tecnica funziona all'interno dell'architettura esistente del chip, secondo Crowdfund Insider.
Impatto architetturale e considerazioni crittografiche
I ricercatori calcolano che la coltivazione potrebbe consentire l'esecuzione di algoritmi complessi utilizzando circa un decimo dei qubit fisici precedentemente ritenuti necessari. Questa efficienza sta attirando l'attenzione degli esperti di crittografia che monitorano gli asset digitali. Una ricerca precedente pubblicata a marzo 2026 indicava che una piattaforma superconduttiva avanzata con meno di 500.000 qubit fisici potrebbe risolvere logaritmi discreti in pochi minuti, mettendo in discussione la crittografia a curva ellittica usata nelle firme di bitcoin. Sebbene il chip Willow da 105 qubit sia ben al di sotto di quella soglia e l'hardware crittograficamente rilevante resti lontano anni, questo progresso riduce gli ostacoli ingegneristici pratici, accelerando l'urgenza di standard crittografici post-quantistici riportata da Crowdfund Insider e ridisegnando il panorama della proprietà intellettuale della sicurezza di nuova generazione.
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