NUOVO SISTEMA 5R PER GESTIRE E CLASSIFICARE I RIFIUTI SOLIDI IN VIETNAM… UN CASO DI STUDIO A HANOI
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In questo articolo il sistema 5R comprende tre contenuti principali: la propaganda, la sensibilizzazione, il cambiamento dei comportamenti e il comportamento verso i diversi tipi di rifiuti, in particolare i rifiuti di plastica, la raccolta, la selezione, il trattamento e il controllo dei rifiuti alla fonte; la cooperazione internazionale, la ricerca scientifica, l’applicazione e il trasferimento tecnologico nel trattamento dei rifiuti. La massima importanza nella riduzione dei rifiuti in generale spetta alla sensibilizzazione, al cambiamento dei comportamenti e alla gestione dei diversi tipi di rifiuti, elogiando e premiando tempestivamente gli esempi più avanzati nei movimenti per la riduzione dei rifiuti. Il gruppo di ricerca organizza campagne di propaganda per promuovere le attività che applicano il modello 5R (Renew – Refuse – Reduce – Reuse – Recycle, ossia rinnovare, rifiutare, ridurre, riutilizzare, riciclare) nelle attività, nella produzione di servizi e nella vita quotidiana, per ridurre e limitare i rifiuti, dicendo no ai rifiuti di plastica. Il sistema 5R mira inoltre a costruire in Vietnam una rete di aree urbane che riducono la plastica, con sperimentazione presso l’Università di Pedagogia (UEd), l’Università Nazionale del Vietnam (VNU) e le scuole di Hanoi.
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Introduzione
- Due casi di studio tra Corea e Giappone
Gli allarmi sulla crisi globale dei rifiuti si stanno facendo sempre più gravi. I rifiuti possono causare un enorme onere ambientale e finanziario per i governi dei vari paesi. I principali paesi del mondo dispongono di misure per gestire e trattare i rifiuti in base alle proprie condizioni. È stato esaminato il confronto tra i due sistemi di Giappone e Corea.
- Giappone
In Giappone il trattamento dei rifiuti e la sicurezza in materia di rifiuti sono attuati in modo efficace grazie alla riuscita introduzione, fin dall’inizio, del sistema di classificazione dei rifiuti e all’applicazione di moderne tecnologie di trattamento e riciclo. Il sistema giapponese di classificazione dei rifiuti è relativamente complicato. Ogni città, paese e contea ha un sistema completamente diverso. Ad esempio, i 23 quartieri di Tokyo hanno un proprio sistema di raccolta differenziata: tutti i rifiuti combustibili devono essere in sacchi rossi, i rifiuti non combustibili in sacchi blu, mentre carta, plastica, bottiglie, plastica morbida, giornali, copertine, vetro e batterie vanno nel sacco bianco [1].
Secondo Waste Atlas, il Giappone produce ogni anno un totale di 45.360.000 tonnellate di rifiuti, collocandosi all’8° posto al mondo. Poiché non disponeva di tanto terreno per le discariche quanto gli Stati Uniti e la Cina, il Giappone è stato costretto a puntare su un’altra soluzione, ovvero bruciare i rifiuti. Questo paese utilizza già la combustione a letto fluido, un metodo efficiente per bruciare i materiali duri. Inoltre il Giappone ricicla il 20,8% dei rifiuti annui totali, in particolare le bottiglie di plastica sintetica in polietilene tereftalato (PET) [2]. Il PET è un materiale molto diffuso per la produzione di bottiglie d’acqua potabile nei distributori automatici e nei negozi di alimentari di tutto il Giappone. Molte aziende giapponesi utilizzano sempre più spesso la plastica ricavata da vecchie bottiglie in PET per nuove produzioni. Le bottiglie in PET che non hanno subito un processo di filtrazione possono essere trasformate in fibre per abbigliamento, borse, tappeti e impermeabili [3, 4].
- Corea
In Corea la gestione dei rifiuti è simile a quella del Giappone, ma il modo di trattarli è lo stesso della Germania. Una parte dei rifiuti organici di cucina viene utilizzata come substrato di coltura per i funghi alimentari, mentre una parte più consistente viene interrata in discarica controllata per recuperare il biogas destinato alla produzione di elettricità. Dopo che i rifiuti nella fossa di sepoltura si sono decomposti completamente, l’humus della discarica viene sfruttato come fertilizzante. Le norme coreane sui sacchi dei rifiuti sono un po’ più severe di quelle del vicino Giappone. Qui non si può usare un sacco qualsiasi per smaltire i rifiuti: ogni distretto e ogni città ha le proprie regole sul sacco da usare, valide solo in quel luogo [5]. Pertanto, se si porta il sacco dei rifiuti di Gangnam nell’area di Songpa-gu per svuotarlo, si rischia una multa. Questa norma presenta però anche alcune somiglianze con quella giapponese: i sacchi dei rifiuti sono divisi in tre categorie principali, quelli ordinari, quelli destinati alla distruzione e quelli per gli alimenti [6].
I coreani utilizzano un sistema chiamato jongnyangje per raccogliere e smaltire i rifiuti domestici nel modo più organizzato ed ecologico possibile. Questo sistema divide i rifiuti in molte sottocategorie e, per ciascuna voce, è prevista una sanzione distinta se non ci si attiene alle regole. I rifiuti si dividono in: rifiuti ordinari (ilban sseuregi), alimentari (eumsikmul sseuregi), riciclabili (jaehwal yongpum) e ingombranti (daehyeongpyegimul). Articoli come computer, monitor, tastiere, stampanti, attrezzature per giochi, orologi, ferri da stiro, ventilatori elettrici e altri piccoli dispositivi elettronici possono essere messi insieme ai rifiuti riciclabili e vengono raccolti gratuitamente. Questa norma è stata introdotta dal governo coreano per incoraggiare il riciclo dell’elettronica, che è uno dei punti di forza del paese [6].
- La situazione reale in Vietnam
Anche la raccolta e il trattamento dei rifiuti, in particolare dei rifiuti medici e dei rifiuti solidi industriali e artigianali nelle aree urbane, sono sempre più difficili. Si stima che ogni anno l’intero paese produca circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui 7 milioni di tonnellate l’anno nelle aree urbane, pari al 55,8%; tuttavia solo il 60-70% circa dei rifiuti solidi viene raccolto e trattato. La raccolta e il trattamento dei rifiuti urbani avvengono principalmente con il metodo dell’interramento: solo 16 province e città su 63 hanno discariche sanitarie, ma la maggior parte di esse non è ancora a norma e continua a causare inquinamento del suolo, dell’acqua e dell’aria nell’area circostante. Anche il sistema fognario per lo scarico delle acque reflue nelle aree urbane non è a norma e manca un sistema centralizzato di depurazione. Le acque reflue non vengono trattate prima di essere immesse nella rete fognaria comune e scaricate nei fiumi, causando un grave inquinamento ambientale [7].
Se le aree urbane affrontano la sfida dell’inquinamento atmosferico e dell’accumulo di rifiuti industriali, le aree rurali devono fare i conti con l’inquinamento ambientale, con i servizi igienici e con l’inquinamento dell’acqua dovuto ai rifiuti dei villaggi artigiani, oltre che con l’inquinamento del suolo causato dall’uso eccessivo di pesticidi e fertilizzanti chimici. Secondo le statistiche, ogni anno nelle aree rurali si generano decine di milioni di tonnellate di rifiuti domestici; di questi, circa l’80% del volume dei rifiuti, delle acque reflue domestiche e degli imballaggi di prodotti fitosanitari e pesticidi (rifiuti pericolosi) non viene raccolto e trattato in modo igienico ma scaricato direttamente nell’ambiente, causando un grave inquinamento delle fonti d’acqua e d’aria rurali. L’abuso di fertilizzanti chimici, stimolanti della crescita, prodotti fitosanitari e pesticidi, senza rispettare le procedure tecniche e senza garantire i tempi di isolamento, genera e aumenta CH4, H2S e NH3 e inquina l’ambiente, soprattutto nelle zone agricole che usano fertilizzanti e pesticidi in violazione dei processi tecnici, come Dong Anh (Hanoi), Hiep Hoa (Bac Giang), Yen Dinh (Thanh Hoa) e gli Altopiani Centrali (Duc Trong, città di Da Lat). Di conseguenza molte malattie si sono diffuse rapidamente, causando grandi perdite economiche e gravi minacce per la salute della popolazione. Ogni anno il paese “consuma” più di 100.000 tonnellate di prodotti chimici fitosanitari; genera più di 23 milioni di tonnellate di rifiuti domestici, più di 7 milioni di tonnellate di rifiuti solidi industriali e più di 630.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, mentre il trattamento dei rifiuti e delle acque reflue è molto limitato. Queste cifre sconcertanti sono state appena riassunte e riferite dal Ministero delle Risorse Naturali e dell’Ambiente alla conferenza nazionale sulla protezione ambientale tenutasi il 24 agosto, per guardare con franchezza al quadro generale della situazione ambientale attuale in Vietnam. In particolare, circa l’80% dei rifiuti domestici quotidiani non differenziati di Hanoi viene trasportato alla discarica di Nam Son, con una media di circa 5.000 tonnellate al giorno [8].
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Metodi
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5R – Regole importanti nella prevenzione dei rifiuti di plastica
Le 5R sono 5 regole molto importanti nelle campagne “zero waste” in tutto il mondo per ridurre il livello dei rifiuti umani, compresi quelli di plastica. In particolare, le 5R corrispondono ai seguenti 5 criteri:
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Refuse (Rifiutare): rifiutare processi tecnologici, fonti di materie prime e prodotti che danneggiano l’ambiente.
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Reduce (Ridurre): ridurre il più possibile l’uso di materiali plastici, sfruttare i prodotti disponibili in modo semplice ed efficace garantendo comunque la qualità del prodotto.
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Reuse (Riutilizzare): riutilizzare i rifiuti sul posto, senza abbandonarli né generare scarti.
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Recycle (Riciclare): trasformare i rifiuti e gli scarti in altri prodotti utili (Fig. 3).
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ROT (Decomposizione): dare priorità all’uso di prodotti altamente biodegradabili e sicuri per l’ambiente.
Il gruppo di ricerca applica rigorosamente questi 5 criteri, così che i rifiuti, in particolare quelli di plastica, non siano più un pericolo per la natura e per l’uomo.
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Risultati
Il nostro progetto a Hanoi, in Vietnam, ha ottenuto di conseguenza alcuni risultati fondamentali:
- Realizzazione di infografiche (Fig. 1), striscioni, poster e post sui media per avviare la campagna Keep UEd clean;

Fig. 1. Una foto della campagna.
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Organizzazione di attività di propaganda sul tema “I rifiuti e come classificarli correttamente”;
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Concorso fotografico e di scrittura di articoli sul tema “Protezione dell’ambiente – Ottieni i biglietti insieme” per educare alla consapevolezza della tutela ambientale, con la partecipazione di studenti e docenti dell’istituto;
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Campagna “Scambia – Ricevi regali”: organizzazione della raccolta di vecchie bottiglie, bottiglie di plastica, batterie, carta, libri, … da scambiare con regali corrispondenti a alberi, libri di testo, libri, racconti;
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Talk show sullo “Stato attuale dell’ambiente, il cambiamento climatico e i suoi effetti”;
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Costruzione di una “strada dei rifiuti” (Fig. 2) con un tema legato ai rifiuti di plastica, per propagandare e diffondere gli effetti dannosi dei rifiuti di plastica sull’ambiente e le soluzioni al problema, mobilitando e invitando ad aderire alla campagna “dì no allo spreco di plastica difficilmente degradabile e di sacchetti di plastica”;
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Utilizzo dei prodotti raccolti con la campagna “Scambia – Ricevi regali” nell’educazione STEM;
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Formazione degli studenti del 4° anno sull’inserimento della tutela ambientale nelle lezioni in aula;
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Organizzazione del lancio di massa alla Green Sunday, con attività quali: una serie di iniziative in risposta al movimento contro i rifiuti di plastica, la pulizia di C0, la piantumazione di alberi nei luoghi pubblici.

Fig. 2. La pubblicazione mediatica “Trash Road” del gruppo con il Rettore della VNU UEd.

Fig. 3. Bottiglie di plastica, scatole di carta e cannucce sono state riciclate in forme divertenti.
- Attività concrete
Tabella 1. Le attività concrete svolte presso la VNU UEd.
Obiettivo
Attività
Cambiamento personale
Educazione ambientale (STEM)
Proporre contenuti in cui gli studenti partecipano alla tutela dell’ambiente.
Cambiamento della famiglia
Million Green Homes
Cambiamento sociale
Scambio di rifiuti – Ricevi regali
Earth Hour
Rete di giovani che partecipano alla tutela dell’ambiente.
- Applicazioni pratiche
- Il gruppo di ricerca ha realizzato attività presso l’Università di Pedagogia attraverso i canali di comunicazione: l’Unione Giovanile, il Project Club, il Club 3S (Supporto all’apprendimento degli studenti), i Club di ricerca scientifica e altri club.
- Il gruppo di ricerca partecipa al concorso “50 AMBASCIATORI DEGLI STUDENTI PER L’AMBIENTE IN VIETNAM 2020” e realizza il progetto secondo il criterio 5R presso l’istituzione ospitante.
- Seguire il principio “Ogni studente è un sostenitore” per la tutela dell’ambiente in particolare, e per le questioni sociali in generale, contribuirà a diffondersi ampiamente nella famiglia, nella comunità e nella società. Da qui nasce una rete di giovani che partecipano alla tutela dell’ambiente.
- Lavori futuri
Seguendo il concetto del progetto 5R, il nostro gruppo intende costruire in futuro una rete verde a Hanoi, con al centro gli studenti del progetto 5R – gli studenti dell’Università di Pedagogia – e gli studenti della città di Hanoi (organizzazione 5R), per fare propaganda, sensibilizzare e unire le forze in azione sul tema “Crescita verde e sviluppo sostenibile”. Riunire la giovane generazione per risolvere il problema dei rifiuti di plastica, creando preziosi prodotti artigianali che sostituiscano utensili realizzati con materiali inquinanti, per soddisfare le esigenze della bioeconomia e dell’economia circolare.
- Conclusione
Differenziare i rifiuti alla fonte è un compito davvero difficile, ma non impossibile. «Non ho mai sentito nessuno fare propaganda. Qui nessuno sa come classificare i rifiuti.» È questa la risposta che abbiamo ricevuto intervistando alcuni piccoli commercianti nella zona del mercato di Bu Gia Map, comune di Bu Gia Map, distretto di Bu Gia Map. Pertanto, attraverso questo Progetto 5R, la diffusione della comunicazione raggiungerà l’intera società. In particolare, la giovane generazione del paese, fatta di alunni e studenti, lavora unita per proteggere l’ambiente.
Ringraziamenti: questo progetto è stato finanziato dall’Università Nazionale del Vietnam, Hanoi, Vietnam.
Autori: Truong Ngoc Kiem, Hoang Thu Ha, Nguyễn Thị Minh Thơm, Nguyen Duy Tung, Doan Duc Minh, Hoang Ly Bao Long, Hoang Ly Tuan Long, Manh Hoang Anh, Nguyen Trung Thanh, Tran Dinh Minh.
E inoltre: Università di Pedagogia della VNU, Hanoi, Vietnam, High School for Gifted Student (HSGS), Università di Scienze della VNU di Hanoi, The Olympia Schools, Hanoi, Liceo Chu Van An, Hanoi.



