PLANTIDIESEL: il carburante che trasforma la plastica sporca in energia pulita
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La lotta contro l'inquinamento da plastica e la crisi energetica potrebbe presto avere un nuovo, potente alleato: Plantidiesel, un carburante rivoluzionario ottenuto da rifiuti plastici sporchi e non differenziati da un giovane innovatore di nome Julian Brown. In recenti test condotti da laboratori indipendenti, tra cui ASAP Labs a Vancouver, nello stato di Washington, Plantidiesel non solo ha eguagliato le prestazioni del diesel convenzionale ma, in alcuni casi, ha bruciato in modo ancora più pulito. Questi risultati sono stati determinanti per dimostrare la fattibilità dell'invenzione e aprire la strada ad applicazioni su scala industriale. Il metodo di Brown utilizza la pirolisi a microonde, un processo in cui la plastica viene riscaldata in assenza di ossigeno, scomponendo i suoi polimeri in idrocarburi che possono poi essere raffinati in un diesel sintetico di alta qualità. Questa tecnologia ha l'esclusivo vantaggio di accettare anche plastiche contaminate o difficili da riciclare che altrimenti finirebbero in discarica o negli oceani. A soli 21 anni, Brown ha fondato la startup NatureJab con l'obiettivo di aumentare la produzione e diffondere la sua tecnologia in tutto il mondo. La sua visione va oltre la semplice creazione di un carburante alternativo: punta a rendere possibile una produzione decentralizzata di carburante, in cui città, industrie e persino piccole comunità potrebbero convertire i propri rifiuti in una fonte di energia pulita e locale. I benefici ambientali ed economici di Plantidiesel sono significativi. Affronta due sfide globali urgenti, l'inquinamento da plastica e la dipendenza dai combustibili fossili, offrendo un prodotto utilizzabile nei motori diesel esistenti senza modifiche sostanziali. Guardando al futuro, l'uso diffuso di Plantidiesel potrebbe eliminare ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti plastici dall'ambiente, far avanzare il concetto di una vera economia circolare e rafforzare la resilienza energetica globale.

fonte: https://www.thesun.co.uk/news/
Autrice: Marianna Petrillo



