Electricity

Batterie al sodio senza raffreddamento attivo per ridurre i costi della rete

Peak Energy ottiene 108 milioni di dollari in un finanziamento guidato da GM per commercializzare sistemi di accumulo stazionario a raffreddamento passivo.

Di Letizia Giugliano
3 min di letturaHuman-Edited, AI-Assisted

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Batterie al sodio senza raffreddamento attivo per ridurre i costi della rete
Photo: Google DeepMind / Unsplash

La startup energetica Peak Energy ha annunciato il 23 ottobre di aver raccolto 108 milioni di dollari in un round di Serie B guidato da GM Ventures per scalare le piattaforme di batterie al sodio. Progettato specificamente per reti elettriche stazionarie e data center, il sistema elimina le apparecchiature di raffreddamento attivo per ridurre i costi di installazione. L'iniziativa si basa su un progetto tecnico congiunto con General Motors per implementare chimiche delle celle pensate per le reti di servizio stazionarie.

Una chimica dedicata alle reti stazionarie

Le reti elettriche su scala industriale si affidano in larga misura agli impianti al litio-ferro-fosfato (LFP) per stabilizzare l'approvvigionamento da fonti rinnovabili, ma la crescente domanda ha suscitato interesse verso chimiche alternative. Il 10 giugno, General Motors ha stretto una partnership con Peak Energy per sviluppare celle di batterie al sodio di nuova generazione nei laboratori batterie di GM nel Michigan, come riportato da Interesting Engineering.

Nell'ambito dell'accordo, GM mantiene i diritti esclusivi di produzione delle celle, mentre Peak Energy le integra in unità stazionarie modulari. A differenza dei pacchi per autoveicoli, dove peso e densità volumetrica sono cruciali, i sistemi stazionari privilegiano disponibilità dei materiali, sicurezza e durata operativa. Secondo Kurt Kelty, vicepresidente batterie e sostenibilità di GM, il sodio offre un equilibrio ideale tra materie prime abbondanti e costi di base più bassi per le operazioni su larga scala.

«In GM sappiamo che è l'applicazione a determinare la batteria, e per l'accumulo stazionario su scala di rete il sodio è la soluzione giusta.»

— Kurt Kelty, vicepresidente batterie e sostenibilità di General Motors

La regolazione termica passiva riduce gli sprechi operativi

Oltre a utilizzare materiali attivi a base di sodio, la piattaforma della startup ridisegna l'architettura termica attorno alle celle stazionarie. Gli impianti LFP standard richiedono refrigeratori attivi, ventole e circuiti liquidi per prevenire il surriscaldamento, il che introduce carichi parassiti e ulteriori punti di guasto meccanico, secondo Interesting Engineering.

Il design stazionario di Peak Energy si basa sul raffreddamento passivo, eliminando del tutto le apparecchiature di refrigerazione esterna. L'azienda riferisce che questa piattaforma passiva può ridurre le spese complessive di accumulo di energia del 20 per cento rispetto alle opzioni convenzionali, puntando a oltre il 99 per cento di tempo di attività operativa. Se diffusa ampiamente negli Stati Uniti, Peak Energy stima che l'eliminazione dei carichi di raffreddamento attivo potrebbe evitare fino a due terawattora di sprechi elettrici annui.

Scalare la produzione per data center e utility

Il round di finanziamento da 108 milioni di dollari, sottoscritto in eccesso e sostenuto anche da LG Technology Ventures, finanzierà l'espansione della fabbrica per soddisfare oltre 1 miliardo di dollari di accordi già esistenti con i clienti, secondo Interesting Engineering.

Oltre alle utility elettriche che bilanciano la generazione intermittente da solare ed eolico, Peak Energy punta alle infrastrutture informatiche. Con l'intensificarsi dei carichi di intelligenza artificiale che aumentano i consumi elettrici dei data center, gli operatori necessitano di alimentazione di riserva affidabile e non infiammabile. L'azienda prevede di iniziare a fornire le sue piattaforme a raffreddamento passivo ai data center man mano che le linee di produzione entrano in funzione.

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