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Dieci marcatori ematici prevedono l'invecchiamento in salute e il rischio di malattie cardiometaboliche

Uno strumento semplificato di punteggio metabolico collega gli esami del sangue di routine all'aspettativa di vita in salute e alla resilienza fisica.

Di Giovanni Sapere
2 min di letturaHuman-Edited, AI-Assisted

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Dieci marcatori ematici prevedono l'invecchiamento in salute e il rischio di malattie cardiometaboliche
Photo: Luke Chesser / Unsplash

Ricercatori del Leiden University Medical Center e del Max Planck Institute for Biology of Aging hanno sviluppato un punteggio metabolico personalizzato che valuta il rischio di malattia e l'invecchiamento in salute. Presentata alla conferenza FAPESP Week Netherlands, l'innovazione analizza dieci sostanze ematiche di routine per generare un unico profilo di salute metabolica. Un punto in più sulla scala invertita corrisponde a un ritardo medio di 14 anni nella comparsa delle patologie cardiometaboliche.

Da 200 marcatori chimici a 10 obiettivi clinici

In tutta Europa, il 60% delle persone sopra i 65 anni convive con due o più patologie croniche, secondo i dati presentati alla FAPESP Week Netherlands e riportati da MedicalXpress. L'aspettativa di vita in salute varia molto da regione a regione: nei Paesi Bassi raggiunge circa 10 anni dopo i 65 anni, contro i quattro anni della Romania. Per tracciare l'invecchiamento biologico attraverso un'innovazione clinica pratica, senza affidarsi a metriche dirette dell'invecchiamento, i ricercatori hanno studiato campioni di sangue di 44.000 volontari in 12 sperimentazioni europee. Il monitoraggio di 5.500 decessi tra i partecipanti ha permesso al team di isolare specifici segnali d'allarme tra oltre 200 composti, tra cui zuccheri circolanti, lipidi e marcatori dell'infiammazione.

«Nel punteggio originale un numero alto era negativo; abbiamo deciso di cambiarlo in modo che un punteggio più alto indichi una salute migliore.»

— Joris Deelen, Leiden University Medical Center

Semplificare l'algoritmo per l'uso clinico quotidiano

Il gruppo di ricerca ha affinato il calcolo diagnostico con Gabriela Natalle Lopes, studentessa in scambio della Albert Einstein Israelite Faculty di San Paolo che ha lavorato a Leida. Come dettagliato da MedicalXpress, gli scienziati hanno calibrato lo strumento matematico con i dati della popolazione olandese per generare risultati individuali. Hanno ridotto il pannello a dieci marcatori ematici che i medici misurano già di routine, eliminando la necessità di un ampio screening chimico. Invertire la scala ha trasformato il modello in un'invenzione intuitiva in cui valori numerici più alti riflettono una salute migliore e una minore vulnerabilità a diabete, ictus o infarto, aprendo la strada a una possibile tutela brevettuale nella diagnostica clinica.

L'esercizio mirato modifica i punteggi nei pazienti ad alto rischio

L'indicatore metabolico è correlato direttamente alle misure fisiche dell'invecchiamento, tra cui la funzione cognitiva, la capacità polmonare e la forza di presa. Il ricercatore principale Joris Deelen ha spiegato che la genetica determina il 40% del punteggio, mentre l'ambiente e le scelte di vita contano per il 60%. La malnutrizione durante l'infanzia abbassa i punteggi in età adulta, e il fumo ha l'impatto negativo più severo. L'allenamento con i pesi e gli aggiustamenti dietetici non hanno modificato le medie complessive del gruppo, ma hanno prodotto miglioramenti evidenti negli individui che partivano da punteggi inferiori alla media, riducendo l'insulina a digiuno e i trigliceridi.

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