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Il Copyright Royalty Board USA fisserà le royalty della musica in streaming

Fornitori di servizi digitali ed editori musicali presentano proposte in un clima di rinnovate tensioni sulle tariffe delle royalty meccaniche.

Di Letizia Giugliano
2 min di letturaHuman-Edited, AI-Assisted

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Il Copyright Royalty Board USA fisserà le royalty della musica in streaming
Photo: Олег Мороз / Unsplash

Il Copyright Royalty Board (CRB) degli Stati Uniti ha avviato il procedimento Phonorecords V, un processo cruciale per stabilire le tariffe delle royalty meccaniche dei servizi di streaming musicale per i prossimi cinque anni. Questa settimana vedono la presentazione delle testimonianze scritte e delle proposte tariffarie da parte dei fornitori di servizi digitali (DSP) e degli editori musicali, a testimonianza del dibattito in corso sul giusto compenso per la proprietà intellettuale nel panorama della musica digitale [Music Ally](https://musically.com/2026/10/07/dima-hopes-for-timely-resolution-of-phonorecords-v-proceeding/).

Definire le tariffe future delle royalty

Il procedimento Phonorecords V, supervisionato dal US Copyright Royalty Board, definirà le tariffe delle royalty meccaniche per lo streaming nei prossimi cinque anni Music Ally. Il procedimento prevede la presentazione di documenti da parte dei principali attori del settore, tra cui gli editori musicali e la Digital Media Association (DiMA), che rappresenta i DSP. L'esito inciderà sul modo in cui autori e titolari dei diritti vengono compensati per la loro proprietà intellettuale distribuita tramite le piattaforme di streaming Music Ally.

Le posizioni del settore e la crescita dei ricavi

DiMA, attraverso il suo presidente e CEO Graham Davies, ha espresso ottimismo per una soluzione tempestiva, segnalando una crescita significativa dei ricavi dell'editoria musicale USA. Questi ricavi sono aumentati di oltre il 30% dal 2022, passando da 5,6 a 7,3 miliardi di dollari, un ritmo di crescita superiore a quello della musica registrata e indice di una continua innovazione nello streaming, che riflette il valore della proprietà intellettuale creativa Music Ally. Di contro, la National Music Publishers' Association (NMPA), guidata da David Israelite, ha espresso forti critiche, rivolte in particolare a Spotify. Israelite ha accusato Spotify di violare gli accordi e ha incoraggiato gli altri DSP a negoziare separatamente Music Ally.

La storia recente delle controversie

L'attuale procedimento segue quello di Phonorecords IV nel 2022, che si era concluso con un accordo amichevole sorprendentemente rapido, in contrasto con le precedenti dispute sulle tariffe Music Ally. Le tensioni sono tuttavia riemerse dopo che Spotify ha modificato le tariffe per i servizi in «bundling» a seguito dell'aggiunta degli audiolibri. La mossa ha riacceso l'attrito tra editori e DSP, creando uno sfondo conflittuale per le trattative di Phonorecords V Music Ally.

Il percorso che attende il settore

Mentre questa settimana vengono presentate le testimonianze scritte, il settore osserva se i DSP si presenteranno come un fronte unito o se le divisioni messe in luce dalla NMPA influiranno sulle trattative Music Ally. La speranza di DiMA in una rapida soluzione riflette il desiderio del settore di continuare a costruire sul successo dello streaming per tutte le parti interessate: titolari dei diritti, autori di musica e DSP. Questa discussione in corso è una notizia sui brevetti chiave per chi segue il quadro più ampio dei diritti di proprietà intellettuale, come riportato dalla rivista The Patent® Music Ally.

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