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Liberiamo il vaccino dai brevetti: appello per il diritto universale alla salute

Di Giovanni Sapere
3 min di lettura

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Liberiamo il vaccino dai brevetti: appello per il diritto universale alla salute

In occasione della Festa della Liberazione, intellettuali e scienziati lanciano un appello per liberare il vaccino anti Covid-19 dai brevetti: «contro la disuguaglianza e per il diritto universale alla salute».

Giorgio Brizio, Lella Costa, Domenico De Masi, Sara Diena, Tiziana Donati (Tosca), Carlo Petrini, Domenico Pompili e Gustavo Zagrebelsky hanno lanciato un appello che chiede l’immunizzazione anche per gli abitanti dei Paesi che non hanno la forza economica e politica per accedere ai vaccini contro il Covid-19. Ecco il loro messaggio.

L’appello per liberare il vaccino dai brevetti

Il 25 aprile 2020, uniti dall’appello «iorestolibera, iorestolibero», ci siamo riuniti in una piazza virtuale per celebrare l’anniversario della Liberazione. Un evento che ha generato una mobilitazione incredibile di risorse umane ed economiche a favore dei nostri connazionali più fragili. Un’occasione che ha dimostrato come le buone intenzioni, i valori e i sentimenti di solidarietà umana siano in grado di colmare il vuoto creato dal distanziamento fisico forzato. «Dichiarammo allora: “Riconosciamoci, uniamoci per lasciarci alle spalle questa crisi e progettare un domani luminoso e promettente”. A un anno di distanza, riaffermiamo quel desiderio e rendiamolo ancora più universale. “La libertà implica responsabilità”, diceva nel secolo scorso l’attivista americana per i diritti umani e first lady Eleanor Roosevelt. Una consapevolezza vera e attuale, che ci ricorda che la liberazione da questo virus può passare solo attraverso un grande movimento di condivisione e uno spirito di comunità, che si incarnano nella distribuzione equa dei vaccini a livello planetario. La salute è un diritto di tutti e garantirla è una responsabilità a cui noi – che siamo dei privilegiati in questo mondo – non possiamo sottrarci. In un momento di emergenza globale come quello che stiamo vivendo, dobbiamo chiedere a gran voce la sospensione dei brevetti sui vaccini, insieme alla liberalizzazione di conoscenze, tecniche e strumenti per promuoverne la produzione democratica. Perché se è vero che dal punto di vista biologico il virus non fa eccezioni di classe, genere, età o nazionalità tra le persone, è altrettanto impossibile negare che dal punto di vista sociale il suo cammino devastante ha incontrato grandi disuguaglianze e discriminazioni, e le ha soltanto accresciute. E ora che il vaccino ci offre una risposta per fronteggiare l’avanzata del virus, non possiamo permettere che l’accesso sia una priorità dei più ricchi, né una proprietà di alcune nazioni che lo usano come strumento per estendere il proprio potere. È un monito lanciato forte e chiaro da Papa Francesco in occasione della Giornata mondiale della salute e che accogliamo oggi, incoraggiando la formazione di una rete internazionale che porti avanti queste istanze e le renda concrete. Con la pandemia ciascuno di noi ha sperimentato l’interdipendenza: la nostra protezione individuale può dunque passare solo attraverso la protezione universale della comunità. Potremo quindi sentirci davvero al sicuro quando avremo curato anche il grande virus dell’ingiustizia e della disuguaglianza. Non voltiamo le spalle a questa consapevolezza! Facciamo in modo che, in questo 25 aprile, libertà significhi anche riconoscerci responsabili del bene e del destino dei più deboli.

Giorgio Brizio, Lella Costa, Domenico De Masi, Sara Diena, Tiziana Donati (Tosca), Carlo Petrini, Domenico Pompili e Gustavo Zagrebelsky

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