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Rivoluzione in sala operatoria: come Stanford Medicine trasforma la chirurgia con la realtà aumentata

Di Sara Votta
3 min di lettura

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Rivoluzione in sala operatoria: come Stanford Medicine trasforma la chirurgia con la realtà aumentata

Un gruppo di medici e ingegneri biomedici di Stanford Medicine è tra i primi a integrare un nuovo strumento di realtà aumentata nella pratica chirurgica. La tecnologia utilizzata è Apple Vision Pro, un visore che permette a chi lo indossa di orientarsi nell'ambiente circostante grazie a dati visivi in tempo reale.

Come riportato sul sito di Stanford, un cardiologo ha usato la tecnologia, con il consenso del paziente, per eseguire una procedura di ablazione. Stanford Health Care ha progettato sale operatorie adatte alle nuove innovazioni, in modo da offrire ai pazienti cure eccezionali. La realtà aumentata si sta affermando come modo innovativo di intrattenimento, istruzione e multitasking virtuale: con i visori è infatti possibile guardare un film, chattare con gli amici o navigare sul web. Ma i medici di Stanford Medicine hanno deciso di usare la realtà aumentata, alimentata dalla tecnologia di spatial computing, per ottenere un vantaggio in sala operatoria.

Fonte: Stanford Medicine

Durante l'ablazione eseguita da Alexander Perino, elettrofisiologo di Stanford Health Care, era necessario monitorare in tempo reale diversi dati, tra cui una rappresentazione dettagliata del cuore del paziente e informazioni critiche come le immagini ecografiche e i parametri vitali. Il gran numero di monitor presenti in sala operatoria, tuttavia, può risultare ingombrante e poco efficiente per i chirurghi, che spesso dipendono dal personale per gestire e interpretare i dati. Usando il visore per il calcolo spaziale, Perino ha potuto manipolare i monitor virtuali in autonomia, ottenendo una visione più chiara e facilitando l'interazione con i dati durante la procedura. Il visore segue i movimenti oculari di Perino, che può così concentrarsi sui dati rilevanti e ingrandire o riorganizzare gli schermi con semplici gesti delle dita o della mano. Questa nuova tecnologia gli ha permesso di migliorare l'ergonomia e l'efficienza durante l'ablazione, consentendo una maggiore concentrazione sul paziente e sulla procedura.

Durante la procedura, l'équipe chirurgica ha utilizzato anche monitor convenzionali per visualizzare ciò che Alexander Perino vedeva attraverso il visore di realtà aumentata. Secondo Perino, l'obiettivo attuale non è sostituire i metodi convenzionali, ma aggiungere un nuovo strumento in grado di migliorare l'efficienza e la qualità delle cure. Come questa tecnologia verrà usata in futuro nelle sale operatorie è ancora da stabilire, ma Perino e altri sono interessati a esplorare ulteriori possibilità, tra cui scopi didattici e di formazione, oltre a usi più avanzati durante gli interventi chirurgici. Perino spera che questa prima dimostrazione aiuti a integrare la tecnologia di spatial computing come strumento utile per i chirurghi, migliorando la manipolazione dei dati e portando benefici concreti ai pazienti. L'integrazione della realtà aumentata nella pratica chirurgica a Stanford Medicine rappresenta un passo importante verso l'innovazione e il miglioramento dell'assistenza sanitaria. Sebbene il pieno potenziale di questa tecnologia debba ancora essere compreso e sfruttato fino in fondo, i primi successi ne dimostrano la capacità di ottimizzare l'esperienza chirurgica e migliorare gli esiti per i pazienti. Con ulteriori ricerca e sviluppo, la realtà aumentata potrebbe diventare uno strumento standard nelle sale operatorie, con benefici concreti per medici e pazienti.

Scritto da Sara Pia Votta