Un nuovo algoritmo per la nuova generazione di TAC
Di Giovanni Sapere
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Il risultato è stato raggiunto da due ingegneri italiane, che hanno sviluppato un nuovo metodo per dimezzare le radiazioni nella tecnica di indagine radiodiagnostica
La tomografia assiale computerizzata, o TAC, è una tecnica diagnostica per immagini, con cui è possibile riprodurre immagini in sezione, o tridimensionali, del corpo umano, create da un computer, che determina quanto un fascio di raggi X viene attenuato durante il passaggio in una sezione del corpo. Una tecnica che ha come controindicazione l'esposizione a una dose di radiazioni. Ma la soluzione arriva da due ingegneri clinici campane, Michela D'Antò, della Fondazione «Giovanni Pascale», e Federica Caracò, dell'Università degli Studi Federico II. Il loro progetto «Valutazione di un protocollo per la verifica delle funzionalità di un sistema di riduzione della dose installato su tomografi assiali computerizzati» è risultato vincitore assoluto del primo premio dell'Health Technology Challenge (HTC), consegnato durante il 19° Congresso dell'Associazione Nazionale Ingegneri Clinici (AIIC) svoltosi a Catanzaro. Con questo nuovo protocollo è possibile ridurre l'esposizione alle radiazioni dal 40 al 60%, garantendo al tempo stesso una buona qualità dell'immagine. Il risultato è stato ottenuto grazie a un algoritmo che riduce drasticamente le dosi di radiazioni utilizzate per eseguire i normali esami TAC. Secondo le stime effettuate, pare che in Italia, su oltre 40 milioni di esami radiologici eseguiti, più del 40% venga prescritto in modo inappropriato o non necessario, e i pazienti oncologici sono, nelle fasi delle diagnosi e dei successivi controlli, i più esposti alle radiazioni. Insomma, eseguire tali esami con protocolli meno invasivi per i pazienti potrebbe rappresentare la svolta, assicurando al tempo stesso prestazioni comunque accurate dal punto di vista diagnostico. Risultati che, affermano i vincitori, confermano l'importanza di aggiornare le tecnologie attuali per migliorare le prestazioni degli strumenti radiologici, al fine di assicurare al paziente migliori prestazioni nella diagnosi e nella cura.



