Una nuova guida per rigenerare i nervi danneggiati
Di Mario Vincenzo La Rocca
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Da Pittsburgh arriva una guida nervosa polimerica biodegradabile riempita di proteina, per favorire la crescita di lunghi tratti di nervi danneggiati ed evitare il trapianto di cellule staminali o di nervi del donatore
I danni al sistema nervoso periferico sono una delle cause più comuni di disabilità. I nervi possono ricrescere da soli fino a quasi un centimetro, ma se il tratto danneggiato è più lungo, il nervo non riesce a ricongiungere le due estremità.
Durante la rigenerazione il nervo si annoda spesso in un doloroso agglomerato chiamato neuroma. Tra i civili, incidenti stradali, incidenti con macchinari, trattamenti oncologici, diabete e persino i traumi del parto possono causare danni nervosi significativi. Tra i soldati, invece, molti tornano a casa con lesioni a braccia e gambe, poco protette dai giubbotti antiproiettile, che spesso comportano danni nervosi e disabilità.
Il trattamento più comune nei casi di danno a un lungo segmento del nervo è il prelievo di un altro nervo dalla parte posteriore della gamba. Il prelievo provoca intorpidimento della gamba e altre complicazioni e ha anche una (bassa) probabilità di non attecchire. Dopo l'autotrapianto, in genere torna solo il 40-60% della funzione motoria.
La nuova metodologia è stata sviluppata da un gruppo della University of Pittsburgh School of Medicine, coordinato dal prof. Neil Fadia, e pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine.
L'impianto è costituito da una guida polimerica biodegradabile che funziona come un binario e collega le due estremità del nervo. Il polimero ha una struttura a tubo ed è riempito con una proteina che favorisce la crescita del nuovo nervo. La proteina è la stessa che, secondo un recente studio sul Parkinson, si accumula nel cervello.
In base allo stato dell'arte, la tecnologia è stata testata sulle scimmie, con impianti lunghi fino a 5 cm. La ricrescita del nuovo nervo è avvenuta entro un anno e le scimmie hanno recuperato circa l'80% del controllo motorio.
Dopo questi risultati promettenti sulle scimmie, i ricercatori cercheranno di sperimentare la metodologia su pazienti umani. Il gruppo collabora già con la Food and Drug Administration (FDA) a una sperimentazione clinica sull'uomo, che dovrebbe portare anche alla nascita di una nuova start-up, AxoMax Technologies Inc.
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