EASA: “Entro 5 anni in Europa ci saranno taxi e ambulanze volanti”
Di Giovanni Sapere
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L'Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) ha pubblicato un rapporto che annuncia l'arrivo di taxi e ambulanze volanti entro il 2026: “nascerà un nuovo mercato da 4,2 miliardi di euro e saranno creati 9.000 posti di lavoro”
Il futuro della mobilità urbana passa dai cieli d'Europa: l'EASA ne è certa. L'Agenzia europea per la sicurezza aerea ha pubblicato un rapporto sulla Urban Air Mobility, il “sistema di trasporto aereo di passeggeri e merci all'interno e attorno agli ambienti urbani”. Secondo gli esperti, presto diventerà “normale” per i cittadini dell'UE prendere un taxi volante o un'ambulanza aerea. Il testo ufficiale afferma infatti che “diversi test e dimostrazioni sono già in corso. È quindi tempo che l'Unione europea e le autorità nazionali preparino un quadro normativo avanzato in grado di avviare un nuovo modello di mobilità e trasporto urbano. L'obiettivo è garantire che l'Europa possa affermarsi rapidamente come mercato leader nel mondo”. L'EASA sottolinea inoltre che l'avvento della mobilità aerea urbana porterà alla creazione, entro il 2030, di un mercato da 4,2 miliardi di euro con 90000 nuovi posti di lavoro nei 27 paesi dell'Unione.
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“Entro 5 anni in Europa ci saranno taxi e ambulanze volanti”
Il principale vantaggio della mobilità aerea urbana è la velocità. Potremo decollare su un taxi per raggiungere l'altra parte della città in pochi minuti oppure, in caso di malore, ricevere un'assistenza rapidissima grazie a vere ambulanze volanti. Oltre a essere veloci, i nuovi velivoli sarebbero anche più rispettosi dell'ambiente rispetto ai mezzi di trasporto convenzionali alimentati a combustibili fossili. La maggior parte dei modelli per la mobilità aerea urbana è alimentata a energia elettrica o da fonti rinnovabili. Ciò gioverebbe sia ai cittadini sia all'ambiente, in particolare per quanto riguarda la qualità dell'aria nelle grandi città. Il direttore dell'EASA Patrick Ky è fiducioso. “La mobilità aerea urbana”, ha dichiarato durante la presentazione del rapporto, “può essere attuata in Europa entro tre-cinque anni, offrendo nuove soluzioni di mobilità più verdi e più veloci.
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